Prima di entrare in Valle Cavalera, in questo periodo dell’anno, sul bel tratto di belvedere poco sopra Prato Favale rimaniamo ad ammirare un ampio cuscino di Styrax officinalis (Storace – Pianta simbolo del Parco dei Monti Lucretili).


E con gli occhi pieni di meraviglia abbiamo preso la decisione di togliere i tanti brandelli di filo spinato arrugginito che drappeggiano, sono ancorati, alle volte strozzano le cortecce di Faggi, Aceri di monte e Agrifogli posti sul lato orientale della netta incisione sassosa, caratteristica ‘scomoda’ ma peculiare di Valle Cavalera.
Per donare ai tantissimi frequentatori pedestri di questo luogo emblematico e conosciutissimo dell’Area Protetta un paesaggio, da oggi in poi, uno sguardo che sia sempre limpido e pulito ad ogni angolatura, potendosi soffermare su cortecce, licheni, muschi, fiori senza ricevere più ‘brutte’ sorprese.
Rimanendo ad ammirare per un tempo di cui si ha bisogno e piacere, la luce che gioca a creare le soffuse penombre e le tante tinte di verde!



Nei primi 3 giorni abbiamo liberato e bonificato la parte bassa ed intermedia della valle, anche tra temporali che ci hanno bagnato ben bene ed altri, benevoli, clementi, che ci han solo lambito; liberando diversi maestosi faggi dal filo spinato che in più punti è stato nel tempo inglobato ma che ancora fuoriesce dalle mille cicatrici ben evidenti!
Il lavoro proseguirà nella parte alta e nella valle laterale che conduce a Prato Campitello, fino alla completa rimozione.


La cosa più impegnativa è stato portar via le matasse di filo spinato, anche per via del sentiero sassoso, molto insidioso durante la discesa.
La stessa improvvisata ‘pertica’ su cui le abbiamo raccolte, aveva sì il vantaggio di permetterci di portarne via molte ad ogni viaggio, ma oltre a pesare ci univa in tandem, con una camminata sfiancante ed attenta al dove dover posar i passi.
La scivolata sugli anelli pungiglios-rugginosi è sempre stata assai probabile!

